6/01/2026

AMICI PER CASO - Un film di Max Nardari

Con “Amici per Caso”, il regista Max Nardari firma una commedia brillante e sorprendentemente sensibile, capace di affrontare temi contemporanei attraverso leggerezza, ironia e una forte componente umana.


Disponibile on demand su Prime Video !!!

4/03/2026

LE DONNE DELLA BIBBIA


 The Faithful – Women of the Bible 

Le Donne della Bibbia 

Un viaggio epico tra storia e sentimenti 


Il potere della narrazione femminile e la sorpresa dei giovani talenti italiani. 

La nuova miniserie "Le Donne della Bibbia" (titolo originale The Faithful – Women of the Bible), in onda su Canale 5, si presenta come un’opera necessaria e visivamente sfolgorante. 

La produzione ha scelto una prospettiva coraggiosa: raccontare le radici della nostra cultura non attraverso le gesta dei patriarchi, ma attraverso la forza, il dolore e la determinazione di donne come Sara, Rebecca, Lia e Rachele. 


Una cornice d’eccezione 

La scelta delle location si rivela il vero valore aggiunto della produzione. 

Se i Sassi di Matera restituiscono la densità storica delle antiche città mediorientali, sono le spettacolari sequenze girate a Campo Imperatore a regalare alla serie un respiro epico. 

L’altopiano abruzzese, con i suoi orizzonti infiniti e la sua natura selvaggia, diventa lo scenario perfetto per i lunghi viaggi dei patriarchi, rendendo visivamente la maestosità della Terra Santa. 

La luce di questi luoghi dona alla serie una grana realistica, trasformando ogni inquadratura in un dipinto. 


Il cuore del racconto: La famiglia di Giacobbe 

Uno dei momenti più intensi della serie è la rappresentazione della numerosa e turbolenta famiglia di Giacobbe. Ed è qui che la produzione brilla per la scelta del cast, mescolando star internazionali a giovani promesse del cinema. 

In questo contesto, spicca la partecipazione del piccolo Tommaso Britti di Nocciano in provincia di Pescara. 

Nonostante la giovanissima età (11 anni), Tommaso offre una prova di grande naturalezza e sensibilità. 

Il suo personaggio funge da collante emotivo in molte scene chiave: nei suoi occhi leggiamo lo stupore e le difficoltà di un bambino che cresce nel cuore di un destino più grande di lui. 


Perché non perderla 

La performance di Tommaso Britti aggiunge un livello di autenticità fondamentale: la sua capacità di stare al fianco di attori del calibro di Minnie Driver senza timore reverenziale è il segno di un talento cristallino. 

La sua presenza scenica contribuisce a rendere la "tenda di Giacobbe" un luogo vivo, fatto di affetti reali e non solo di simboli religiosi. 

"Le Donne della Bibbia" non è solo una lezione di storia sacra, ma un racconto sull'eredità, sull'amore e sulla speranza, reso ancora più speciale dalla freschezza di volti nuovi che rappresentano il futuro del nostro schermo.


Curiosità sulla produzione 

Essendo una grande co-produzione internazionale che ha coinvolto l'italiana Cattleya, l'Italia è stata scelta non solo come location principale (tra Matera, Campo Imperatore e i set di Roma), ma anche come uno dei primi mercati europei a trasmettere l'opera. 

Proprio per questo motivo, la presenza di attori italiani come il piccolo Tommaso Britti è stata fondamentale per dare quel tocco di autenticità richiesto da una produzione che mirava a unire il gusto del kolossal americano alla bellezza dei paesaggi e dei volti mediterranei. 

In Italia, l'appuntamento con la miniserie "Le donne della Bibbia" è fissato per la prima serata di Canale 5. 

Date della messa in onda: 


Prima puntata: domenica 5 aprile 2026 

Seconda puntata: lunedì 6 aprile 2026 

Gli episodi saranno disponibili in streaming gratuito e on-demand su Mediaset Infinity subito dopo la trasmissione. 

Sarà l'occasione perfetta per vedere il debutto del piccolo Tommaso Britti in questa grande produzione internazionale ambientata tra i suggestivi scenari di Matera e Campo Imperatore. 


Cast principale: 

Alexa Davalos nel ruolo di Rebecca; 

Tom Mison nel ruolo di Isacco; 

Corrado Invernizzi nel ruolo di Dio; 

Jeffrey Donovan nel ruolo di Abramo; 

Tom Payne nel ruolo di Giacobbe; 

Minnie Driver nel ruolo di Sara; 

Ludovica Francesconi nel ruolo di Sara da giovane; 

Ben Robson nel ruolo di Esau; 

Con la partecipazione di Tommaso Britti. 


Troupe: 

Danny Cannon – regista; 

Catriona McKenzie – regista; 

Renè Echevarria – Sceneggiatura; 

Carol Mendelsohn - Sceneggiatura; 

Tiziana Liberotti – Scenografa; 

Prodotta da Carol Mendelsohn Productions e Fox Entertainment Studios. 

Executive Production Services: Cattleya – Gruppo ITV Studios.


 


L’Agenzia di Paola Dragone è leader da decenni nella ricerca di bambini e ragazzi per le principali produzioni italiane cinematografiche e televisive. 



Note: Questo contributo nasce esclusivamente come approfondimento culturale e artistico sulla miniserie "Le Donne della Bibbia". Il testo è redatto senza alcuno scopo di lucro, con l'obiettivo di celebrare la narrazione femminile e la bellezza delle location italiane — dai Sassi di Matera agli scenari epici di Campo Imperatore — oltre a valorizzare i talenti del nostro territorio coinvolti in questa grande produzione internazionale.


 

1/27/2026

 CHRISTIAN (La serie)







Christian è una serie che sceglie una strada rischiosa e per questo profondamente affascinante: mescolare il racconto criminale con il sacro, il realismo brutale delle periferie con l’irruzione dell’inspiegabile. Il risultato è un’opera che rifiuta ogni forma di rassicurazione, costringendo lo spettatore a confrontarsi con il significato del miracolo, della fede e della responsabilità morale
Il protagonista è un uomo violento, radicato in un contesto di degrado e sopraffazione, che si ritrova improvvisamente depositario di un dono che non ha chiesto e che, soprattutto, non sa gestire. “Christian” non racconta la nascita di un santo, ma il cortocircuito tra ciò che si è e ciò che si potrebbe diventare. Il miracolo non è una soluzione narrativa, bensì una frattura etica che destabilizza ogni equilibrio.
Il lavoro sugli attori rappresenta uno dei pilastri della serie.
Edoardo Pesce costruisce un protagonista fisico, opaco, attraversato da una violenza trattenuta che non trova mai sfogo liberatorio. Il suo Christian è un corpo che porta i segni del mondo che abita, incapace di trasformare il dono ricevuto in salvezza personale. Un’interpretazione asciutta, priva di qualsiasi compiacimento.
Silvia D’Amico introduce una dimensione emotiva fragile ma resistente, incarnando un bisogno di fede che non è mai ingenuo né consolatorio. Il suo personaggio diventa una presenza necessaria per far emergere le contraddizioni morali del protagonista.
Giordano De Plano, con una recitazione istintiva e predatoria, restituisce una violenza primitiva, figlia di un sistema criminale che non contempla redenzione.
Lina Sastri porta nella serie una profondità quasi arcaica, carica di memoria e dolore. La sua presenza scenica, misurata e potentissima, richiama una spiritualità antica, fatta di sacrificio e resistenza, che dialoga in modo inquieto con il miracolo contemporaneo vissuto da Christian.
Nel coro delle interpretazioni, Giulio Beranek si distingue per l’intensità nervosa e per la capacità di rendere credibile un personaggio sempre sul punto di esplodere, sospeso tra fedeltà, rabbia e smarrimento.
Ivan Franek aggiunge al racconto una dimensione più enigmatica e perturbante, con una recitazione essenziale che amplifica il senso di minaccia e di instabilità morale.
Francesco Colella, infine, conferisce al suo ruolo un rigore quasi istituzionale, incarnando un’autorità fragile, più simbolica che realmente solida, e rafforzando il tema del potere come costruzione precaria.
La forza di “Christian” risiede anche nel suo “tono”: cupo, sporco, spesso disturbante. La regia e la scrittura rifiutano ogni retorica religiosa, scegliendo un linguaggio crudo e profondamente terreno. Le periferie romane diventano uno spazio mentale prima ancora che geografico, un luogo in cui il sacro appare come un elemento destabilizzante.

“Christian” è una serie che parla di “potere” più che di religione, di “responsabilità” più che di miracoli. Si interroga su cosa accada quando il sacro irrompe nel luogo sbagliato, nelle mani sbagliate, nel momento sbagliato. E soprattutto se la redenzione sia davvero possibile per tutti.

Un’opera imperfetta ma necessaria, che osa dove molte serie italiane preferiscono rassicurare. “Christian” non consola, non spiega, non giudica: osserva. E lascia allo spettatore il peso delle domande.